STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE

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Statuto sociale approvato dall’assemblea straordinaria del  24 luglio 2014

TITOLO I – DEI RAPPORTI DI ASSOCIAZIONE

Art. 1 – Costituzione e sede.
In data 1980 si è costituita la Sezione Territoriale FIAS di Parma – in sigla FiasParma – Associazione Sportiva Dilettantistica – con durata illimitata e sede in Parma, Via del Taglio 6. L’associazione ha piena autonomia patrimoniale, processuale e gestionale rispetto alla Federazione dalla quale è coordinata.

L’associazione non ha fini di lucro e gli eventuali utili devono essere destinati direttamente alla realizzazione delle finalità istituzionali di cui al successivo articolo; opera con l’azione diretta, personale e gratuita dei propri associati, senza distinzioni razziali, etniche, ideologiche, confessionali e politiche, per l’esclusivo perseguimento di scopi di utilità e solidarietà sociale. FiasParma si ispira ai principi democratici della partecipazione di chiunque in condizioni di parità e di pari opportunità per uomini e donne.

Art. 2 – Finalità
L’associazione persegue i seguenti scopi generali:
a)       Espletare direttamente, ovvero organizzare e coordinare l’attività di Protezione Civile e di Formazione Professionale, secondo le vigenti disposizioni legislative, favorendo la creazione e lo sviluppo al proprio interno del Nucleo di Protezione Civile.
b)       Promuovere la formazione tecnica, culturale e sociale dei soci mediante un sano e proficuo impiego del tempo libero nella pratica dello sport subacqueo e delle attività subacquee in genere, degli sport natatori in genere, di tutte quelle ulteriori attività che siano connesse con l’ambiente acquatico, con particolare attenzione alla protezione e alla conservazione delle biodiversità e delle specie acquatiche.
c)       Coordinare e dirigere le attività comunque svolte dai soci, dirette al soddisfacimento delle finalità sopra indicate.

In particolare, nel quadro dei detti scopi generali, l’associazione curerà:
– L’adesione agli Organi di solidarietà ed intervento in occasioni di calamità naturali, nel rispetto delle norme statali, regionali e locali.
– Lo svolgimento dell’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento, il perfezionamento della pratica sportiva subacquea e natatoria in generale.
– La propaganda e la promozione delle attività subacquee.
– L’associazione quale forma e mezzo per la promozione e la realizzazione delle attività tecniche, culturali e sociali.
– La costituzione di circoli subacquei.
– La promozione delle attività subacquee nelle comunità previste dalle istituzioni pubbliche e private e nella scuola onde stimolare la crescita dell’associazione.

Al fine di perseguire lo scopo sociale e svolgere le proprie attività, FiasParma si avvale, in modo prevalente e determinante, delle prestazioni dirette, gratuite e volontarie dei propri associati.

Art. 3 – Soci
L’ordinamento interno dell’associazione è ispirato a principi di democrazia ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati con particolare riferimento all’elettività delle cariche associative, all’esercizio del voto individuale ed all’effettività del rapporto associativo.

a) Qualità. Possono associarsi a FiasParma tutti coloro che praticano attività acquatiche o comunque simpatizzino per essa. Il vincolo associativo si perfeziona con la sottoscrizione della richiesta di associazione secondo le modalità previste dal Regolamento, e comporta l’impegno, per il socio, di osservare il presente statuto ed ogni direttiva della Federazione di appartenenza. La qualifica di Socio e la relativa quota associativa sono strettamente personali e non sono trasmissibili ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non sono soggette a rivalutazione. Il socio gode di tale qualità e dei diritti connessi nell’ambito di tutto il territorio nazionale.

b) Diritti dei soci. I soci hanno diritto di:
– Partecipare all’attività sportiva, didattica e agonistica anche federale attraverso la Sezione territoriale di Parma in base ai regolamenti specifici, nonché, secondo le norme federali, e quelle internazionali;
– Fruire dei vantaggi e delle agevolazioni concesse dalla FIAS;
– Accedere, a pieno titolo – nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari – alle cariche federali, se in possesso dei requisiti richiesti e, più in generale, alla vita attiva della Federazione e dell’associazione stessa;
– Partecipare alle Assemblee Territoriali in base alle norme previste dallo Statuto;
– Partecipare alle elezioni delle cariche sociali solo presso la Sezione Territoriale di Parma.
– Prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’associazione con possibilità di ottenerne copia.

 Art. 4- Scioglimento del rapporto sociale
La qualifica di socio viene a cessare per:
– Recesso
– Morosità
– Radiazione

secondo le modalità previste dalla normativa federale. Il socio receduto o radiato non ha diritto al rimborso, nemmeno parziale, della quota associativa annuale versata. L’associato moroso perde la qualifica di socio ove non provveda, entro un trimestre dall’inizio dell’anno sociale, a regolarizzare la propria quota associativa.

Art. 5 – Requisiti di eleggibilità nelle cariche sociali
Possono ricoprire cariche sociali nell’ambito di FiasParma coloro che abbiano compiuto 18 anni, siano iscritti all’associazione, siano in regola con il pagamento per l’anno in corso e non abbiano subito condanne per reati di particolare gravità.

E’ ineleggibile chiunque abbia, quale fonte primaria o prevalente di reddito, un’attività produttiva collegata all’attività dell’associazione. La mancanza iniziale dei requisiti accertata dopo l’elezione, o il venire meno nel corso del mandato comporta l’immediata decadenza dalla carica, dichiarata dal Consiglio Direttivo.

Art. 6 – Decadenza dalle cariche sociali
Sono cause di decadenza dalle cariche sociali:

  1. La perdita dei requisiti di eleggibilità di cui all’art. 5;
  2. L’assenza ingiustificata, protratta per più di tre volte consecutive dai rispettivi organismi;
  3. Lo scioglimento degli organi collegiali;
  4. La radiazione.

 Art. 7 – Sospensione cautelare
Il Consiglio Direttivo può disporre la sospensione cautelare, dalle cariche sociali, di coloro nei cui confronti pendono procedimenti penali per reati non colposi, o procedimenti disciplinari che comportino, in astratto, la radiazione.

Art. 8 – Sostituzioni
Il primo candidato non eletto di ogni organo collegiale sostituisce il membro che ha cessato l’incarico. L’organo deve essere dichiarato disciolto quando le sostituzioni operate siano superiori alla maggioranza dei componenti. Qualora, a seguito di dimissioni, il numero dei componenti non possa essere reintegrato per mancanza di non eletti, e raggiunga la maggioranza semplice dei componenti, l’organo stesso potrà continuare ad operare per il tempo di sei mesi, termine entro il quale dovrà procedere alla indizione dell’Assemblea per la nuova elezione dell’intero organo collegiale.

Titolo II – DELL’ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

Art. 9 – Organi dell’associazione
Gli Organi dell’associazione si distinguono in Organi amministrativi e tecnici e Organi di Giustizia.

Sono organi amministrativi e tecnici dell’associazione:

  • L’Assemblea dei soci della Sezione Territoriale
  • Il Presidente della Sezione Territoriale
  • Il Consiglio Direttivo della Sezione Territoriale
  • Il Direttore del Centro Tecnico Territoriale (DCTT)
  • Il Centro Tecnico Territoriale (CTT)
  • Il Collegio Territoriale di Controllo Amministrativo Contabile

Sono organi di giustizia:

  • Collegio dei Probiviri della sezione Territoriale

Nel rispetto del principio della separazione delle cariche, gli Organi di Giustizia agiscono in piena autonomia e sono indipendenti da ogni altro organo.

ORGANI AMMINISTRATIVI E TECNICI

Art. 10 – L’Assemblea Territoriale dei Soci
L’Assemblea Territoriale è composta da tutti i tesserati della Sezione per l’anno in corso ed è l’organo sovrano dell’associazione. Ogni socio potrà farsi rappresentare in assemblea da un altro socio con delega scritta; ogni socio non potrà ricevere più di una delega.

All’Assemblea Territoriale compete di:

  1. Eleggere il Presidente Territoriale
  2. Eleggere i membri del Consiglio Direttivo Territoriale;
  3. Eleggere il Collegio Territoriale dei Probiviri;
  4. Eleggere il Collegio di Controllo Amministrativo Contabile
  5. Deliberare sulle linee programmatiche dell’attività sociale;
  6. Approvare il rendiconto economico e finanziario della Sezione;
  7. Approvare la relazione morale, finanziaria e tecnica;
  8. Deliberare in ordine alle modifiche del presente Statuto e Regolamento;
  9. Deliberare su quant’altro posto all’Ordine del Giorno;

 Art. 11 – Convocazione dell’Assemblea Territoriale
L’Assemblea Territoriale dei Soci è convocata a cura del Presidente Territoriale, mediante comunicazione contenente l’ordine del giorno della trattazione degli argomenti. La convocazione deve essere resa nota con almeno 15 giorni di anticipo sulla data fissata per l’Assemblea.
La convocazione può avvenire mediante: a) lettera, o altro strumento telematico di informazione al domicilio del Socio, b) lettera ai Circoli affiliati, con l’incarico di diffonderne il contenuto agli associati, c) affissione nei locali sociali.
L’Assemblea Territoriale è convocata, entro tre mesi dalla chiusura dell’anno sociale, in sede ordinaria almeno una volta all’anno per deliberare sui punti 6) 7) e 9) del precedente art. 10; qualora particolari esigenze lo richiedano, e previa specifica autorizzazione emessa dal Consiglio Nazionale FIAS, l’Assemblea Territoriale Ordinaria potrà essere convocata entro cinque mesi dalla chiusura dell’anno Sociale.
L’assemblea territoriale è inoltre convocata in sede ordinaria Elettiva una volta ogni QUATTRO anni per deliberare anche sui punti 1), 2), 3), 4) e 5) del precedente art. 10; può inoltre essere convocata con cadenza più breve, in conseguenza di apposita delibera del Consiglio Direttivo. L’Assemblea Territoriale è convocata in sede straordinaria per deliberare sul punto 8) e, secondo quanto previsto dal Titolo V del presente Statuto, sullo scioglimento dell’associazione.
Qualora un adeguato numero di soci che rappresenti almeno un decimo dei voti, ne faccia specifica richiesta scritta al Consiglio Direttivo, l’Assemblea Territoriale deve essere convocata entro 30 giorni dal ricevimento di tale richiesta. La richiesta di convocazione deve esplicitare l’esigenza di convocazione e le motivazioni, l’ordine del giorno, il nome, cognome, numero di tessera e la firma autografa di ciascun socio richiedente. In caso di inerzia del Consiglio Direttivo Territoriale e per esso del Presidente, trascorsi 120 giorni dal ricevimento della lettera di richiesta di convocazione dell’Assemblea Territoriale Straordinaria la stessa sarà convocata dal Presidente del Collegio Territoriale dei Probiviri.
L’Assemblea Territoriale, prima di iniziare i lavori, elegge al suo interno il Presidente dell’Assemblea. Ove l’ordine del giorno preveda le elezioni a cariche sociali, l’Assemblea, fra i presenti aventi diritto al voto, elegge i tre componenti la commissione verifica poteri, con funzione di verificare le condizioni di elettorato nonché di procedere allo scrutinio dei voti. Presiederà la commissione il più anziano di età.
L’Assemblea Territoriale Ordinaria è validamente costituita, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza degli aventi diritto al voto; in seconda convocazione, disposta ad almeno 24 ore di distanza dalla prima, qualunque sia il numero dei presenti aventi diritto al voto. L’Assemblea Territoriale Ordinaria delibera a maggioranza semplice dei presenti.
L’Assemblea Territoriale Straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno la metà più uno degli associati in ordine alle modifiche statutarie e dell’atto costitutivo mentre è necessario il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati per le delibere riguardanti lo scioglimento dell’associazione e la relativa devoluzione del patrimonio residuo.
Le delibere assembleari devono essere pubblicate mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale ed inserite nel libro verbale delle riunioni e deliberazioni dell’Assemblea tenuto dal segretario.

Art. 12 – Il Consiglio Direttivo Territoriale
Il Consiglio Direttivo Territoriale dura in carica per il periodo di quattro anni, dà concreta esecuzione alle linee programmatiche volute dall’Assemblea Territoriale e delibera su tutti gli affari generali dell’associazione regolandone ed amministrandone le attività al fine di assicurare gli scopi statutari.
Il Consiglio Direttivo Territoriale delibera l’ammissione del socio, ove non ostino condizioni personali del richiedente, il quale acquista la qualità di Socio. Tale qualifica comporta l’obbligo di corrispondere immediatamente l’importo della quota sociale, nella misura stabilita dall’associazione.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, ogni qualvolta lo ritenga necessario o quando richiesto da almeno la metà dei consiglieri, mediante lettera o strumento telematico contenente l’ordine del giorno inviati almeno 5 giorni prima della data della riunione. Nessun argomento, che non sia esplicitamente indicato può essere esaminato se non con la presenza della totalità dei componenti il Consiglio.
Il Consiglio Direttivo Territoriale è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e delibera con il voto favorevole della maggioranza semplice degli intervenuti.

Il Consiglio Direttivo Territoriale:
–  redige annualmente il rendiconto economico e finanziario e il bilancio preventivo della Sezione Territoriale, in conformità a quanto disposto dal Titolo IV del presente Statuto: tali documenti devono essere depositati presso la sede sociale entro i 15 giorni precedenti la seduta di approvazione per poter essere consultati da ogni associato;
– provvede in generali agli affari di ordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea dei soci, ivi compresa la determinazione dell’ammontare della quota associativa annuale.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più dei componenti il Consiglio Direttivo decadono dall’incarico si applicano le norme di cui all’art. 8 del presente Statuto.
I verbali di ogni adunanza del Consiglio, redatti a cura del Segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto la riunione, vengono conservati agli atti. Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Art.13 – Composizione del Consiglio Direttivo Territoriale.
Il Consiglio Direttivo Territoriale è costituito da:

• Il Presidente;
• Un numero di consiglieri da 3 a 7, secondo le deliberazioni della stessa Assemblea;
• Il Direttore del Centro Tecnico Territoriale eletto fra gli Istruttori o Maestri Istruttori e votato dagli Istruttori, dagli Allievi Istruttori e dai Maestri Istruttori (unitariamente definiti Assemblea Territoriale degli Istruttori).
Tutti gli eletti sono rieleggibili, ed hanno tutti voto uguale e deliberativo.
Il Consiglio Direttivo Territoriale elegge al suo interno il Vice Presidente che sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo nonché procede alla nomina del responsabile locale della Protezione Civile.

Art. 14 – Il Presidente Territoriale
Il Presidente Territoriale dura in carica quanto il Consiglio Direttivo Territoriale stesso. Al Presidente Territoriale spetta la rappresentanza periferica della Federazione Nazionale nonché la rappresentanza legale della Sezione Territoriale di Parma. E’ l’interprete delle direttive assembleari della Sezione e dà esecuzione alle delibere consiliari; partecipa all’Assemblea Nazionale in rappresentanza della Sezione Territoriale secondo quanto previsto dalle norme statutarie della Federazione Nazionale. La carica di Presidente Territoriale non è compatibile con altre cariche territoriali e con le cariche di Presidente Nazionale e Direttore Tecnico Nazionale.
Il Presidente ha il compito di presiedere l’Assemblea Territoriale nonché il Consiglio Direttivo. In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vice Presidente o, in assenza, al membro del Consiglio più anziano d’età; adotta, nei casi di necessità ed urgenza, i provvedimenti necessari con l’obbligo di sottoporli alla ratifica del Consiglio nella prima riunione successiva alla loro adozione.
Il Presidente neo eletto dall’Assemblea Territoriale, provvede, senza indugio alla convocazione del Consiglio Direttivo, che deve riunirsi entro 10 giorni per eleggere, nel suo seno, le cariche di Segretario e Tesoriere.
In casi di assenza, impedimento o dimissioni, il Presidente è sostituito dal Vicepresidente designato. In caso di impedimento non temporaneo o di dimissioni, il Vicepresidente convoca, entro 60 gg. dalle dimissioni o dal definitivo impedimento, l’Assemblea Territoriale N affinché proceda alla elezione del nuovo Presidente nei successivi 30 giorni.

Art.15 – Responsabile della Protezione Civile.
Il socio Responsabile della Protezione Civile, nominato preferibilmente nell’ambito del Consiglio Direttivo a norma dell’Art. 13, opera in conformità della delega ricevuta e in base al disposto del Regolamento; il suo mandato è pari a quello del Consiglio Direttivo e può essere rinnovato.

Art. 16 – Il Direttore del Centro Tecnico Territoriale
Il Direttore del Centro Tecnico Territoriale è eletto dall’Assemblea Territoriale degli istruttori (convocata secondo le modalità e le disposizioni del presente Statuto concernenti l’Assemblea Territoriale, in quanto compatibili) ed ha il compito di presiedere il Centro Tecnico Territoriale secondo le modalità del RTN (Regolamento Tecnico Nazionale) e di rappresentare i tecnici della sezione territoriale all’assemblea Nazionale.
La carica di Direttore Tecnico Territoriale è incompatibile con altre cariche territoriali, nonché con le cariche di Presidente Nazionale e Direttore Tecnico Nazionale.
Per la elezione del Direttore del Centro Tecnico Territoriale da parte dell’Assemblea degli Istruttori si applicano, in quanto compatibili, le norme che regolano il funzionamento dell’Assemblea Territoriale di cui agli artt. 11 e seguenti.
Nelle ipotesi di impedimento temporaneo o definitivo del Direttore Tecnico Territoriale, nonché nei casi di dimissioni dello stesso, valgono, in quanto applicabili, le disposizioni per il Direttore Tecnico Nazionale contenute nello Statuto della Federazione Nazionale.

 Art. 17 – Il Centro Tecnico Territoriale
Il Centro Tecnico Territoriale è l’organo tecnico dell’Associazione. Ad esso compete il sovrintendere e organizzare la scuola ed i corsi federali secondo le direttive del Centro Tecnico Nazionale. Il Centro Tecnico Territoriale è composto dal Direttore del Centro Tecnico Territoriale e da un numero dispari di membri eletti dall’Assemblea Territoriale degli Istruttori ed il suo mandato è pari a quello del Consiglio Direttivo Territoriale.
Il Centro Tecnico Territoriale è presieduto dal Direttore. Il Centro Tecnico Territoriale delibera con la maggioranza semplice dei presenti e le riunioni sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti. Le delibere del Centro Tecnico Territoriale devono essere ratificate dal Consiglio Territoriale.
Per la elezione dei componenti del Centro Tecnico Territoriale da parte dell’assemblea degli Istruttori si applicano, in quanto compatibili, le norme che regolano il funzionamento dell’Assemblea Territoriale di cui agli artt. 11 e seguenti del presente Statuto.
Per la convocazione del Centro Tecnico Territoriale, per la validità delle deliberazioni, per la decadenza e l’integrazione dello stesso valgono, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nello Statuto relative al Consiglio Direttivo.

Art. 18 – Composizione del Centro Tecnico Territoriale
Il Centro Tecnico Territoriale è composto da 3 a 9 membri secondo le deliberazioni dell’Assemblea Territoriale degli istruttori ed eletti dalla stessa Assemblea.

Art.19 – Collegio Territoriale di Controllo Amministrativo Contabile
Il Collegio Territoriale di Controllo Amministrativo Contabile è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea Territoriale. Il Collegio, nel suo ambito, elegge il Presidente, e di questa nomina se ne fa constatazione a mezzo di apposito processo verbale, riportato sul Libro dei Verbali dello stesso.
I membri supplenti del Collegio Territoriale di Controllo Amministrativo e Contabile, assumono le funzioni di Revisore solo in caso di dimissioni o incompatibilità o morte di un membro effettivo.
Il Collegio Territoriale di Controllo Amministrativo Contabile dura in carica quattro anni con il compito di verificare la corretta tenuta dei libri e delle scritture contabili dell’associazione. Il controllo può essere esercitato in ogni momento, anche individualmente e degli atti di ispezione nonché della richiesta di atti e notizie, il Collegio redige apposito verbale da trascrivere nel libro verbali.

ORGANI DI GIUSTIZIA

Art. 20 – Collegio Territoriale dei Probiviri
Il Collegio Territoriale dei Probiviri dura in carica per un periodo di quattro anni ed è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea Territoriale; è chiamato a dirimere le controversie insorgenti tra i soci. Il Collegio, nel suo ambito, elegge il Presidente, e di questa nomina se ne fa constatazione a mezzo di apposito processo verbale, riportato sul Libro dei Verbali del Collegio dei Probiviri.
I membri supplenti del Collegio Territoriale dei Probiviri assumono le funzioni di Probiviro solo in caso di dimissioni o incompatibilità o morte di un membro effettivo.
Il Collegio Territoriale dei Probiviri, di propria iniziativa o su richiesta scritta di un organo dell’associazione o di singoli soci, valuta eventuali infrazioni statutarie compiute da singoli soci e dagli organi dell’associazione, proponendo i provvedimenti del caso; per il processo istruttorio e i dispositivi di accertamento delle infrazioni valgono le disposizioni dello Statuto della Federazione nonchè del Regolamento allo stesso.
La carica di Probiviro Territoriale è incompatibile con qualsiasi altra carica statutaria.

TITOLO III –  DEI RAPPORTI DISCIPLINARI

Art. 21- Responsabilità disciplinare
Il Socio è soggetto alla responsabilità disciplinare, secondo le disposizioni del presente Statuto. Al Socio deve essere contestata tempestivamente l’infrazione e deve essere posto nella condizione di difendersi secondo le norme stabilite dal Regolamento allo Statuto della Federazione Nazionale.

Art. 22 – Sanzioni disciplinari
Le sanzioni disciplinari sono:

1. deplorazione scritta: essa viene irrogata per comportamento sociale scorretto;
2. la sospensione dalla qualità di Socio: essa viene irrogata a fronte di coscienti violazioni statutarie, o per gravi e reiterati comportamenti sociali scorretti; la sospensione non può essere inferiore ai tre mesi ne’ superiore ai due anni;
3. la radiazione del Socio dall’associazione; essa viene irrogata per violazioni statutarie tali da pregiudicare gravemente il patrimonio e/o l’immagine dell’associazione. L’ex socio, precedentemente radiato, non potrà riassumere la veste di Socio a meno che non sia intervenuta la riabilitazione.

Art. 23 – Riabilitazione
Il Socio radiato può chiedere di essere riabilitato secondo le previsioni dello Statuto e del Regolamento della Federazione Nazionale tempo per tempo vigenti

TITOLO IV – DEI RAPPORTI FINANZIARI

Art. 24 – Responsabilità degli organi
Gli Organi dell’associazione hanno autonomia amministrativa e contabile perfetta nei confronti dei circoli eventualmente costituiti e della Federazione Nazionale. I componenti degli Organi dell’associazione rispondono ai sensi del Codice Civile delle obbligazioni assunte. Il Consiglio Direttivo Territoriale non risponde delle obbligazioni assunte dai Circoli affiliati, laddove costituiti, né di quelle assunte dal Consiglio Nazionale.

Art. 25 – Entrate dell’associazione
Le entrate dell’associazione sono costituite da:

  1. Tesseramento dei Soci;
  2. Diritti vari di segreteria;
  3. Quote specifiche versate dai Soci e Circoli per prestazioni dall’associazione fornite in ossequio alle finalità e norme del presente Statuto;
  4. Contributi da: Stato, Enti ed Istituzioni sia pubblici che privati;
  5. Contributi di organismi internazionali;
  6. Atti di liberalità, donazioni, lasciti testamentari;
  7. Rendite di beni mobili ed immobili pervenuti all’associazione a qualsiasi titolo;
  8. Entrate derivanti da attività commerciali secondarie;
  9. Fondi ottenuti mediante raccolte pubbliche occasionali, anche mediante offerta di beni di modico valore;
  10. Ogni e qualsiasi ulteriore provento.

Art. 26 – Norme di amministrazione e contabilità
L’esercizio finanziario corrisponde all’anno sociale, inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre. La tenuta dei documenti contabili, in conformità alle norme vigenti, deve consentire un agevole controllo da parte del Collegio di controllo amministrativo e contabile.

 Art. 27 – Divieto di riparto dell’attivo.
E’ fatto specifico divieto a che si proceda alla distribuzione fra i soci, anche in modo indiretto, di avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o Patrimonio Comune, salvo diversa disposizione legislativa. Gli eventuali avanzi di gestione dovranno essere reinvestiti a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

TITOLO V – DELLO SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

Art.28 – Scioglimento dell’associazione
Lo scioglimento dell’associazione, allorché si verifichi l’impossibilità di conseguire gli scopi statutari, deve essere deliberato dall’Assemblea Territoriale Straordinaria, con la maggioranza di tre quarti degli associati.
La deliberazione di scioglimento provvederà anche alla nomina di uno o più liquidatori e deciderà inoltre sulla devoluzione del patrimonio ai sensi del successivo art. 29.

Art. 29 – Conferimento degli attivi Territoriali
Addivenendosi, per delibera assembleare, allo scioglimento dell’associazione, gli eventuali attivi patrimoniali verranno conferiti ad altra associazione con finalità analoghe o con fini di utilità sociale fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

 Art. 30 – Norma di rinvio
Per quanto eventualmente non previsto dal presente Statuto si rinvia alle previsioni statutarie e regolamentari della Federazione Italiana Attività Subacquee nonché al Codice Civile e leggi in materia.

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